Apogon imberbis (Linnaeus, 1758)

 

Felimare tricolor (Cantraine, 1835)

La biodiversità è un patrimonio inestimabile, abbiamo il dovere di proteggerla

Elysia sp

I progetti

 

Censimento fotografico della Flora e della Fauna Marina del Salento

Riconosciamo che è un progetto molto ambizioso che richiederebbe le competenze scientifiche di molti biologi e studiosi in tanti campi. Nell'ultimo decennio però, l'evoluzione tecnologica delle attrezzature di ripresa digitali subacquee e l'aumento di "appassionati" che si cimentano nel fotografare organismi marini, sta notevolmente aumentando il grado di conoscenza di un grande numero di organismi marini prima scarsamente conosciuti e poco documentati nel loro ambiente naturale.

Pertanto, obiettivo del nostro progetto è creare un veicolo moderno, tecnologicamente adeguato che migliori la conoscenza del mondo marino e partecipi a progetti che sviluppino una più moderna e quanto mai necessaria educazione ambientale.

L'area individuata per le nostre ricerche è quella delimitata dalle tre provincie salentine di Lecce, Brindisi e Taranto. Un'area importante, oltre 250 km di coste, in cui è possibile individuare una successione di ambienti marini davvero molto diversificata. L'immagine sopra da l'idea grafica dei luoghi e del posizionamento della Penisola Salentina all'interno del Mare Mediterraneo. Come si può constatare la penisola è bagnata sul versante orientale dalla parte estrema del Mare Adriatico Meridionale, mentre sul lato occidentale dal Mare Ionio settentrionale. La piccola immagine monocromatica riporta i nove settori biogeografici dei mari italiani (www.sibm.it). Condizioni ambientali così diverisificate ed un contesto ambientalitico ancora accettabile, se si eccettua la forte pressione antropica durante i mesi estivi causata dal turismo, non potevano che favorire la presenza di una elevata biodiversità. Ovviamente, i risultati delle nostre ricerche aggiornano continuamente i dati dei nostri archivi. I dati esposti sono la sintesi delle nostre osservazioni dirette, quasi sempre gli esemplari, documentati fotograficamente, sono ripresi nel loro ambiente naturale. I nostri dati sono integrati con dati di altri autori citati in bibliografia o che hanno collaborato con noi inviando i dati delle loro osservazioni.